I love Francigena. Sui sassi negli stagni

Più la strada è grande e più è sporca. L’ho pensato spesso tra Pavia e Belgioioso, lungo la Via Francigena. Ma fortunatamente esistono persone eccezionali: ho pensato anche questo, e voglio metterlo per iscritto.

I love Francigena non è il mio motto, ma una piccola manifestazione di affetto nei confronti del più famoso cammino italiano. Una serie di giornate in cui i volontari si infilano i guanti, imbracciano i sacchi neri, e puliscono un tratto del cammino verso Roma. Sicuro, ripulire sei tappe all’anno non fa la differenza sulla pulizia di 1000 km di sentieri, strade e stradine; ma è sbagliato considerare la manifestazione come un gesto simbolico! E i 15 sacchi raccolti tra il 7 e l’8 ottobre dovrebbero bastare a dimostrarlo.

Ognuna delle 40 persone che ha partecipato alle due giornate autunnali, le ultime dell’anno, ha rinunciato a un weekend senza preoccupazioni. Ha preferito lanciare il suo piccolo sasso nello stagno. Tutti e 40, forse, avevamo nel cuore che ogni camminatore può fare qualcosa personalmente perché i sentieri siano un luogo accogliente e pulito. Ma lo sapete come viene guardato un escursionista, o un pellegrino, quando si ferma a raccogliere un pacchetto di sigarette vuoto abbandonato? Quello sguardo farebbe cambiare idea a chiunque non abbia fatto una vera e propria scelta di vita. Quaranta persone che si incontrano con lo stesso scopo però si rafforzano, si incoraggiano, perché capiscono di non essere soli.

E lo sapete come ci guardavano gli abitanti dei paesini mentre raccoglievamo l’immondizia attorno alle loro case? O, peggio ancora, gli automobilisti? È uno sguardo che ha qualcosa in comune con il modo in cui si guarda un super atleta. Non perché chi pulisce le strade sia una persona eccezionale, per un altro motivo.

Anni fa mi è capitato di seguire il Tor des Geants, una gara in cui i concorrenti percorrono 330 chilometri e 24 mila metri di dislivello positivo. Come otto maratone e 10 salite sul Monte Bianco, ma senza mai dormire. Quando vedevo quegli atleti passare a pochi centimetri da me, io con la macchina fotografica e loro ansimanti, mi rendevo conto erano essere umani ne più ne meno di me! C’erano delle differenze fra di noi, ma non così grandi da farmi dire “Come potrei farcela!?”: non avevano 4 gambe o 3 polmoni…

Quando vedo qualcuno che si china e raccoglie un rifiuto lasciato da qualcun altro, e poi lo getta in un cestino o lo infila in un sacchetto della spazzatura, la sensazione ha qualcosa di simile: mi rendo conto immediatamente che tra me e quella persona le differenze non sono così grandi da farmi dire “Io non potrei farlo”. Potrei eccome; l’unica differenza è che lui lo fa, io no. E non devo neanche allenarmi come per 8 maratone senza dormire! Chi si china a raccogliere una cartaccia sul sentiero non è un essere straordinario, ma ha capito che il sentiero è la sua casa.

7 Comment

  1. Bellissimo articolo Mattia, hai colto l’essenza in poche battute.
    Spero di poter camminare ancora con te, a presto,
    Alberto

    1. italiaincammino says:

      Grazie Alberto, spero di esserci anche il prossimo anno!

  2. Marco says:

    Complimenti Mattia, abbiamo condiviso una bella giornata per una giusta causa.
    Magari ci incroceremo ancora su qualche sentiero… a presto!
    Marco

    1. italiaincammino says:

      Marco è stato davvero un piacere! Chissà! A presto!

  3. angelicaho says:

    Ho percorso in parte questa via:””partendo da ventimiglia fino a Levanto .e purtroppo ci sono problemi di ospitalità quindi rimane costoso ad Albenga x ben due volte mon e stato possibile pernottare xche mancava il responsabile che essendo il primo maggio era via la seconda volta non c’è stata una spiegazione è questo non dovrebbe succedere a camogli ho pernottato ma non c’era l’acqua calda x la doccia tutto il resto del percorso pur essendo da voi segnalarti ho speso sui 25 euro in camerata se poi facciamo il conto facendo un pasto fuori rimane costoso

    1. italiaincammino says:

      Angelicaho si rierisce alla Via della Costa di questo articolo? http://italiaincammino.altervista.org/la-via-della-costa/ Se mi scrive in privato posso metterla in contatto con Anna Rocchi e Silvio Calcagno, loro hanno tracciato il cammino e se ne occupano quotidianamente, i suoi commenti li aiuteranno a migliorare!
      Mattia

    2. daniele says:

      Hospital Via della Costa ad Albenga, si trova precisamente sulla Via Romana quindi sul percorso storico, da cinque anni diamo ospitalita’ a donativo in casa nostra ai Pellegrini, Camminanti,Viandanti e mai nessuno passando da noi si e’ lamentato della mancanza di ospitalita’ in Liguria; Noi in particolare siamo sempre presenti o comunque reperibili telefonicamente, in ogni caso i Cammini non hanno nulla a che fare con una tradizionale vacanza ed i disagi eventuali contribuiscono a loro modo a rendere magica ed indelebile nella mente l’esperienza vissuta. Sono trascorsi 10 anni da quando ho percorso il mio primo Santiago eppure ricordo perfettamente i visi delle persone fantastiche che ho avuto la fortuna di incontrare mentre non ricordo cosa ho mangiato ne dove mi sono lavato con o senza acqua calda.

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